Gli appuntamenti  che arricchiscono il dibattito politico del Paese e del Pd su temi fondamentali che richiedono uno sforzo maggiore ed una prospettiva diversa e più solida nelle politiche di Governo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledi 28 Ottobre alle ore 14.30, presso la sede di Spin/Utopia (Via Santa Maria in Via 12)  - presentazione del Taccuino  "Parchi, per una Yellowstone italiana”

SALUTI

Simone Valiante, Deputato Partito democratico e Portavoce AmiciDem

 

INTERVENGONO

Enrico Borghi, Deputato Pd e Capogruppo Commissione Ambiente 

Massimo Caleo, Senatore Pd e Capogruppo Commissione Ambiente

Ermete Realacci, Deputato Pd e Presidente Commissione Ambiente

Giampiero Sammuri, Presidente Federparchi

Simone Tonon, Portavoce Comitato Ebs

 

MODERA

Federica Fantozzi Giornalista del quotidiano L'Unità 

 Interviste e speciale della Conferenza stampa "Dopo il caso Grecia l’Europa al bivio. Il futuro dell’Italia”

 

Link ai video dell'agenzia Vista. 

 

http://www.agenziavista.it/37307_valiante-pd-europa-anche-debito-italia-e-da-ristrutturare-ci-aspettiamo-azioni-dal-governo/

 

http://www.agenziavista.it/37277_moavero-milanesi-ue-sia-capace-di-cambiare-per-affrontare-insieme-sfide-globali-00_55/

 

Nonostante il salvataggio in extremis della Grecia sarebbe un errore dare per scontato che per l’Eurozona i problemi siano finiti. Il rapporto con l’Europa e quale modello la Ue vorrà adottare in futuro restano questioni decisive anche per il piano di riduzione delle tasse annunciato da Matteo Renzi.

Pier Carlo Padoan, in un colloquio con il Foglio, spiega che l’Europa farà all’Italia concessioni sul deficit per ridurre la pressione fiscale. Il ministro dell'Economia illustra perché la riduzione delle tasse promessa dal governo potrà essere finanziata anche con un intervento su deficit e flessibilità. L'impegno a ridurre il debito - nota il Foglio - dobbiamo rispettarlo; ma se quest’anno il rapporto deficit/pil sarà del 2,6 per cento, e l’anno prossimo in teoria deve raggiungere l'1,8 per cento, fermarsi nel mezzo garantirebbe più respiro al taglio di tasse. I lunghi negoziati con Atene non avranno irrigidito la Commissione Ue e l'azionista di riferimento, cioè Berlino, scoraggiando tutto quello che assomiglia a una concessione? "Grecia o non Grecia, da 12 mesi a questa parte è completamente cambiato il modo in cui Bruxelles guarda al nostro paese. Siamo diventati un esempio, è passato il momento in cui si discuteva del decimale di aggiustamento in più o in meno”.

L’ex capo-economista Ocse torna poi sull' euro e spiega le ragioni che sconsigliano l’uscita dalla moneta unica: “primo punto: l’uscita è la scelta della disperazione, e l’Italia non è un paese disperato”. “Secondo punto: la teoria economica si è sbizzarrita sugli scenari possibili", “ma in realtà lì fuori è solo terra incognita”. Sottolinea poi come “uno stato che uscisse perché troppo indebitato, con il debito che restasse in euro, vedrebbe aggravarsi la sua posizione. Così, siamo al terzo punto, si accelera la strada verso il default, un’altra tragedia non valutabile”.

La Repubblica ospita, invece, un’intervista al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che ha detto: “Su questo punto, come sull’immigrazione, ho constatato una rottura di fatto - che fino a quel momento era virtuale - dei legami di solidarietà in Europa. E dunque esco da questa esperienza contento ma non felice. Ne esco molto preoccupato per il futuro". Juncker esprime preoccupazione anche per il sentimento antigreco o antitedesco: “temo il sentimento che si è diffuso in Europa dopo questa umiliazione e temo che le reazioni provocate da questa soluzione terranno alta la temperatura nel Continente. Ho notato in molti paesi una rabbia antigreca che si spiega con motivi di politica interna e si limita a vedere l’aspetto economico delle cose”. “C’è una storia di disamoramento - dice il presidente – perché molti paesi erano più concentrati sugli aspetti della propria politica interna che sulla soluzione del problema”. Di cosa ho avuto più paura in queste settimane? “Di una rottura definitiva. Mi sono detto che se l’eurozona si fosse spaccata, a quel punto tutto si sarebbe potuto disintegrare”. Il presidente della Commissione riflette anche sul premier greco: “Tsipras è diventato un uomo di Stato quando ha capito che se fosse andato fino in fondo, per la Grecia sarebbe stata la fine". Per quanto tempo reggerà questo accordo? “Se la Grecia manterrà gli accordi e immaginiamo che dopo la prima valutazione delle misure alleggeriremo il debito, il problema - afferma Juncker - non tornerà a porsi per i prossimi tre anni”.

Gli stessi temi sono stati affrontati anche nel corso della presentazione del nuovo “Taccuino” di AmiciDem (area popolare e della sinistra riformatrice del Pd) dal titolo Dopo la Grecia, Europa e Italia al bivio presentato oggi alla Camera dei deputati e che ha visto la partecipazione di Gian Luigi Gigli (deputato Per l'Italia – CD, capogruppo in Commissione Affari Costituzionali), Enzo Moavero Milanesi (già Ministro pe gli Affari europei), Mario Sechi (giornalista ed editorialista), Roberto Speranza (deputato Pd), Simone Valiante (deputato Pd, portavoce AmiciDem).

La presentazione del nuovo” Taccuino” è un evento promosso dal portavoce di AmiciDem, Simone Valiante ed è stata pensata come un’occasione per fare il punto della situazione sullo stato dell’Europa dopo la crisi greca. Scampato il pericolo “Grexit”, le sfide che attendo l’Europa e l’Italia sono ancora molte. Bisogna chiedersi come ha fatto il Vecchio continente a smarrire quel senso di solidarietà che è stato il tratto distintivo della sua creazione e dei suoi successi. La questione fondamentale è definire quale Europa vogliamo, quale assetto europeo dobbiamo costruire per fare il bene dei cittadini del Vecchio continente. AmiciDem vuole avviare un dibattito serio sull’Europa del prossimo futuro. La strada da seguire è questa: “Prendiamo le nostre tradizioni e i valori che hanno reso grande la nostra Europa. Per fare questo, gli italiani tutti devono sentirsi e agire in modo più europeo: politici, giornalisti, magistrati, imprenditori, cittadini comuni”. 

“Per l’Italia è arrivato il momento di affrontare un discussione seria su una nuova Europa. Abbiamo bisogno di più crescita e sviluppo. Ma non può essere una concessione fatta dalla Germania agli altri Paesi. Il governo deve assumere un ruolo forte per far valere le nostre posizioni”, ha detto il deputato del Pd Simone Valiante intervenendo alla presentazione del nuovo “Taccuino” di Amici Dem. “Passando all’Italia – ha proseguito Valiante - dobbiamo lavorare ad un modello di sviluppo strutturato e organico che possa dare al Paese, e soprattutto al Mezzogiorno, un assetto stabile per il futuro. Non bastano politiche incentrate solo su provvedimenti per tamponare l’emergenza”. “Possiamo ragionare sul tema delle macroregioni basato sulla sussidiarietà per cambiare un sistema inefficiente che vede più livelli di governo lavorare alle stesse problematiche ma senza trovare reali soluzioni. E’ ora di lavorare a un disegno organico di riordino istituzionale”, ha concluso il deputato del Pd.