È giunto il tempo per un ritorno al valore politico della concordia.
 
Per Aristotele l'amicizia politica o concordia aveva il compito di rendere stabile la polis.
 
Nella modernità, viceversa, il conflitto ha finito col sostituire spesso l'amicizia politica tra le categorie fondamentali per la politica.
 
Carl Schmitt, ad esempio, fa dell'amicizia politica una condizione in qualche misura derivata rispetto a inimicizia e scontro.
 
Noi sappiamo che la modernità è stata l'epoca della de politicizzazione dell'amicizia, trasformata in rapporto personale e privato tra individui. Più o meno lo stesso fenomeno ha riguardato la fraternità, il terzo pilastro del motto rivoluzionario francese.
 
Nel periodo contemporaneo, tuttavia, si avverte sempre più il bisogno di un ritorno ai valori della concordia, dell'amicizia, della condivisione che consenta di "salvare" la politica, oggi in crisi un tutto il mondo. 
 
Da qui l'idea di un recupero di un valore bello, positivo, dimenticato perché sottovalutato, quale quello dell'amicizia. Che, in sintesi, è appunto molto più di un sentimento.